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Il gattonamento prima di camminare rappresenta una fase fondamentale dello sviluppo motorio del bambino.

Spesso i genitori si chiedono perché sia così importante e se sia davvero necessario rispettare questa tappa prima di arrivare alla posizione eretta e ai primi passi.

La risposta richiede una premessa importante.

Un bambino può desiderare di stare in piedi molto prima che il suo organismo abbia completato tutte le tappe necessarie per affrontare il cammino con il giusto controllo.

Voler fare una cosa non significa essere già pronti a sostenerla dal punto di vista muscolare, articolare e neurologico.

Lo sviluppo motorio segue una logica precisa

Lo sviluppo del bambino non è casuale. Ogni fase prepara quella successiva.

Rotolare prepara lo strisciamento. Lo strisciamento prepara il gattonamento. Il gattonamento prepara il cammino.

È un percorso in cui ogni esperienza contribuisce alla costruzione delle competenze future.

Il gattonamento non serve solo per spostarsi

Spesso il gattonamento viene visto come un semplice modo di muoversi.

In realtà rappresenta una delle fasi più ricche dello sviluppo motorio.

Durante questa esperienza il bambino:

  • sviluppa forza e stabilità del tronco;
  • rinforza spalle, anche e arti;
  • migliora il controllo posturale;
  • impara a distribuire il peso del corpo;
  • affina equilibrio e coordinazione;
  • costruisce schemi motori fondamentali per il cammino.

È una vera palestra naturale.

Perché il movimento alternato è così importante?

Quando gattona, il bambino utilizza uno schema crociato: mano destra e ginocchio sinistro, poi mano sinistra e ginocchio destro.

Questo tipo di movimento favorisce la collaborazione tra i due emisferi cerebrali e stimola numerose competenze legate alla coordinazione motoria, all’organizzazione del movimento e all’integrazione delle informazioni sensoriali.

Non è soltanto un esercizio muscolare. È un’esperienza di crescita per tutto il sistema nervoso.

Perché non è utile anticipare il cammino?

Molti adulti, spinti dall’entusiasmo, tendono a mettere il bambino in piedi o a sorreggerlo affinché cammini prima possibile.

In realtà, quando il bambino non ha ancora acquisito autonomamente determinate competenze, il rischio è quello di anticipare una funzione senza aver consolidato le basi che la sostengono.

Questo non significa che ogni bambino aiutato a stare in piedi svilupperà problemi. Significa semplicemente che lo sviluppo naturale tende a seguire un ordine preciso, pensato per costruire progressivamente forza, controllo e stabilità.

Tutti i bambini devono gattonare?

No.

Esistono bambini che saltano completamente questa fase e raggiungono comunque uno sviluppo motorio del tutto normale.

Lo sviluppo infantile presenta una grande variabilità individuale.

Tuttavia, quando il gattonamento è presente, rappresenta un’importante opportunità per favorire la maturazione di competenze motorie, posturali e sensoriali che accompagneranno il bambino nelle fasi successive della crescita.

Il mio ruolo da osteopata

In qualità di Osteopata Pediatrico, non insegno a gattonare né accelero il cammino.

Posso però osservare lo sviluppo motorio del bambino nel suo insieme, valutando se esistono restrizioni di mobilità, tensioni o difficoltà che possano limitare la naturale evoluzione delle tappe motorie.

Ogni bambino ha una storia diversa e merita un’osservazione personalizzata, senza confronti con fratelli, amici o tabelle rigide.

Il cammino non rappresenta il traguardo più importante.

Il vero obiettivo è che ogni tappa venga vissuta nel modo più naturale possibile.

Perché un bambino che costruisce solide fondamenta non sta semplicemente imparando a camminare.

Sta costruendo il proprio modo di muoversi nel mondo.

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